avec moi

sono in bicicletta in direzione centro. il piano consiste in: caffè dai gatti; mostra fotografica; cambio cover dell’iphone. tutto chiaro e molto semplice.
a metà strada mi fermo ad un torello a riempire la borraccia d’acqua quando un ragazzo nero mi chiede l’indicazione per “porta palasso”. porta palazzo, gli rispondo e mi fa cenno di si con la testa. cosa faccio? provo a spiegargli la strada o gli dico di seguirmi dato che è in bici anche lui? scelgo la seconda opzione e gli dico di seguirmi. non si muove e a questo punto gli faccio cenno con la mano e aggiungo “avec moi”. chissà perchè ho parlato in francese, ma ci ho azzeccato. il ragazzo viene dal mali dove la lingua nazionale è il francese.
diligentemente mi segue per le vie e i vicoli del centro fino a quando mi fermo ad un crocevia e gli indico porta palazzo. “nous son arivéé” gli dico. mi sorride e mi stringe la mano. “merci e au revoir” e ci salutiamo.

dai gatti c’è troppa gente per godere della loro compagnia. una coppia di bambini piccoli corre dietro al gatto nocciola che in fastidito da tanta attenzione si mette a rincorrere quello nero, mentre sissi, la grigia, li osserva curiosa.
prendo il mio caffè e me ne vado alla mostra. per sissi passo un’altra volta, più sul presto..

mostra bella e interessante. comincio ad apprezzare di più le esposizioni di foto che di quadri. ormai ho viso tanta arte che scoprire qualcosa di nuovo non è facile e lo sto solo trovando nel mondo della pellicola. e poi… eccolo:

il duca bianco. al negozio della cover succede come sempre: comincio a parlare alla commessa e la ipnotizzo. non pensate male: ho dei poteri ma tra questi non annovero l’ipnosi. però è vero che spesso mi metto a parlare con commesse, bariste e cameriere e si instaura una sorta di comunicazione canalizzata che mi piace molto. bene, la ragazza in questione, che avevo già intortata una volta parlando di lettura di carte, mi fa il conto e dimentica un articolo. le faccio notare la dimenticanza e lei mi guarda sorridendo e ringrazia. “non so dove ho la testa..” ammicco e non dico nulla

infine ho visto un vetrina una offerta speciale cui ho trovato difficile resistere

solo mille euro per un telo mare. non approfittarne è un reato

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rientro

ormai siamo agli sgoccioli delle due settimane di ferie. ho rimesso la sveglia per lunedi mattina e con questo gesto ho sancito il “the end” in attesa dei titoli di coda.

domani è sabato, ed è un giorno di weekend, non di ferie.

forte di questa considerazione mi dico che passerò un bel weekend. perchè?

  1. riprende il campionato di calcio
  2. ho ancora un paio di mostre da vedere prima che chiudano
  3. sono sereno e riposato
  4. domenica mattina farò un giro di ripasso di corsa per prepararmi al meglio per il torino2run di domenica 1 settembre.

sarà un t2r particolare in quanto vedrà la partecipazione di un gruppo di non vedenti che ci seguiranno in tandem. con il leprotto abbiamo pensato ad un giro in cui sia possibile anche fare delle esperienze tattili. sarà una bella esperienza, e per non fare la figura dei polli sarà opportuno fare questo ripasso di prova.

oggi passa mia mamma che coglie l’occasione per ricapitolare le due settimane appena trascorse usando il gergo delle lamentele: e tuo padre… e tua sorella… e la mia gamba…

e sticazzi, mamma!

Uscita in valle

Stretta. Si chiama così e si trova al confine con la Francia. La mia metà era il lago verde

Dicono che d’inverno con la neve sia come uno smeraldo.

L’altra meta, più personale, era camminare in solitaria con la sola compagnia del quintetto di miles Davis nelle orecchie.

Circondato da montagne a strapiombo è un verde che in pianura non si vede, ho percorso chilometri e chilometri tra sentieri e mulattiere, salendo e scendendo di quota.

Mentre faccio pranzo un arzillo signore di 65 anni arriva in sella ad una mbike elettrica. Scambiamo qualche parola sulla bici e sui vantaggi della batteria. Per ora rimango sull’idea di usare solo le gambe. Quando sarà più la fatica che il divertimento la prenderò.

Soddisfatto della giornata?