come promesso

venerdi

stamattina mi sono alzato alle sette e mezza, un’ora dopo il solito, e l’ho fatto volutamente perchè anzichè prendere la macchina sono venuto al lavoro in bicicletta.
alle 8.35 entravo in ditta e utilizzando dello straordinario accumulato trasformabile in permessi, usciro cinque minuti dopo le cinque e sarò a casa mezz’oretta dopo.

sono stato criticato per via della qualità dell’aria che da giorni attanaglia torino. blocco dei diesel, allerta viola, eccetera.

a parte che questo tipo di critiche non mi toccano e mi servono come ulteriore dimostrazione del basso livello umano dei miei colleghi, ben sapendo che avrei potuto respirare aria inquinata ho usato una mascherina messa davanti a naso e bocca. non avrà fatto molto ma di problemi di respirazione non ne ho avuti.
l’aria che respiro 24 ore al giorno sotto la cappa di smog è la stessa che respira chi fa queste osservazioni.

stasera vado a riprendere il cappotto vintage in sartoria: lo voglio indossare alla prima occasione. il mio lato vanitoso scalpita e spinge. lo devo accontentare.

smoothness

è un pomeriggio rubato al logorio della vita moderna.
abbandonata l’idea di andare a correre (rimandata a domani pomeriggio), sono rimasto a casa dopo essere rientrato dal lavoro.
ho preso lo swiffer è ho liberato i pavimenti dai peli di briciola. ho acceso un incenso e ho cercato di ricordarmi come si fa il saluto al sole.
ovviamente non me lo sono ricordato tutto e ho guardato su youtube come si fa
musica jazz di sottofondo mentre scrivo: clifford brown and max roach quintet.

mi piacerebbe scrivere dei post sul jazz, sulla sua storia o su un disco in particolare. era una delle tante idee che mi erano venute in mente nell’ipotesi di collaborare con l’oste dell’aperilibro.

ieri sarei dovuto uscire a cena con la farmacista (ora ex farmacista). non ne avevo voglia e con la massima sincerità le ho scritto che non avevo voglia di uscire e preferivo rimanere a casa. è stato facile. il vittorio del passato si sarebbe forzato per non deludere la persona con cui aveva combinato. ora non più.

stasera starò sul mio sofà a guardare film o telefilm, a leggere e ascoltare musica. mi lascio conquistare e possedere da questo momento di indolente che è bellissimo

(

questa è la marca degli incensi che uso

)

classifica

premessa: questo post mi è stato ispirato dalla conversazione con sara https://attieffimeri.wordpress.com/

siamo d’accordo che il wrestling è uno sport in cui è tutto finto e preparato in anticipo, sesito degli incontri compresi

siamo anche d’accordo che i lottatori non lottano per davvero ma si esibiscono in mosse acrobatiche provate e riprovate in palestra

siamo anche d’accordo che è tutto un business finalizzato ad attirare attenzione e soldi

siamo anche d’accordo, però, che certi personaggi sono rimasti impressi nella cultura popolare. e a tale proposito vi elenco i miei tre preferiti

1mo: hulk hogan

di origini italiane, in assoluto il mio favorito. è l’esempio evidente di come si costruisce un personaggio di successo in grado di fare business da solo

2. the undertaker

ci voleva un personaggio dark che suscitasse i brividi e fosse da contrasto ai lottatori belli e buoni

3. ray misterio

piccolo tra i grandi e portabandiera della “lucha libre” messicana. la sua mossa, la 619, rimane tra le più belle in assoluto