Un noir (in breve)

by Lu – The Caustic Misanthrope & Myself

Cimitero — Lantern | Last.fm

Il noir inizia con un gruppo di persone misteriose che si radunano attorno ad una tomba mentre il temporale infuria

Solo uno parla, in un idioma alquanto strano, ma tutti hanno in piccola spilla appena visibile sotto il risvolto delle cerate…

Il capogruppo estrae da sotto la cerata una lama ricurva e la solleva verso il cielo pronunciando sottovoce una litania. Un fulmine illumina la lama che proietta l’ombra tremolante sulla tomba

La ragazza, fradicia, emette un lieve singulto fortunatamente mascherato dal giungere di un cane, un meticcio bagnato quanto lei che annusa e curiosa un po’ ovunque. La ragazza si ritrae, il gruppo osserva un istante il cane che passa e poi torna al rituale.

A turno gli uomini attorno alla tomba afferrano la lama e si incidono il palmo di una mano. Le gocce di sangue cadono sulla pietra tombale unendosi alla pioggia. Quando la lama ritorna al capogruppo questo la nasconde sotto la cerata e si allontana seguito dai suoi compari

Dopo un lungo istante di immobilità, la ragazza si muove lentamente, guardinga, verso la tomba. La pioggia è incessante, fredda. Un lampo squarcia il buio, illuminando la lapide su cui in un biancastro flash appaiono un nome ed una foto. Sono i suoi.

Titoli di coda e applausi

E il corto vince qualche premio…

15 pensieri riguardo “Un noir (in breve)”

  1. Mi ha fatto venire in mente – credo volutamente – i sacrifici umani che in altre epoche veniva fatti per ingraziarsi le divinità.
    Persone giovani condannate a morire in nome di chissà quale sballata teoria religiosa.

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      1. La ragazza era immobile e incredula di fronte a quella che sembrava essere la sua tomba. Il suo nome, Florence, inciso in lettere dorate. Un brivido corse lungo la sua schiena quando si chiese: Sono morta?

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      2. Il lungo silenzio che seguì, venne interrotto da un roboante tuono e dall’uggiolio del cane randagio di poco prima. Era dietro di lei, seduto sulle zampe, il muso fradicio lievemente piegato. Quando Florence si voltò e lo vide, ebbe un piccolo sussulto, ma quando il cane abbaiò incitandola poi a seguirlo lei, dopo un’ultima raccapricciante occhiata a quella che pareva la propria tomba, si incamminò lesta dietro di lui.

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      3. Mentre il randagio si dirigeva verso una zona periferica del cimitero, a Florence venne in mente all’improvviso un nome: Colin.
        Lo ripetè più volte fino a quando non lo pronunciò a voce alta.
        Colin! disse, e il cane si femo e sodinzolando si voltò a guardarla

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      4. Florence si chinò sulle ginocchia ed il cane trotterellò verso di lei per farsi accarezzare. Ripeté più volte il nome del cane che scodinzolava sempre più festante. Ad un tratto Florence si alzò, disse un “vieni!” non propriamente deciso e prese a correre fin quando, accompagnata da una fine pioggia fredda, uscì dal cancello principale.

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      5. Varcato il cancello fermò la sua corsa e si voltò verso il cimitero. Aveva avvertito la presenza di qualcosa alle sue spalle. La pioggia era cessata e sotto i raggi della luna che si facevano strada tra le nuvole vide delle figure scure immobili che sembravano osservarla. come a volerla richiamare indietro
        Un latrato di Colin la riscosse e Florence riprese la sua fuga allontandandosi dal cimitero.

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