Un noir (in breve)

by Lu – The Caustic Misanthrope & Myself

Seconda parte

Il lungo silenzio che seguì, venne interrotto da un roboante tuono e dall’uggiolio del cane randagio di poco prima. Era dietro di lei, seduto sulle zampe, il muso fradicio lievemente piegato. Quando Florence si voltò e lo vide, ebbe un piccolo sussulto, ma quando il cane abbaiò incitandola poi a seguirlo lei, dopo un’ultima raccapricciante occhiata a quella che pareva la propria tomba, si incamminò lesta dietro di lui.

Mentre il randagio si dirigeva verso una zona periferica del cimitero, a Florence venne in mente all’improvviso un nome: Colin.
Lo ripetè più volte fino a quando non lo pronunciò a voce alta.
Colin! disse, e il cane si femo e sodinzolando si voltò a guardarla

Florence si chinò sulle ginocchia ed il cane trotterellò verso di lei per farsi accarezzare. Ripeté più volte il nome del cane che scodinzolava sempre più festante. Ad un tratto Florence si alzò, disse un “vieni!” non propriamente deciso e prese a correre fin quando, accompagnata da una fine pioggia fredda, uscì dal cancello principale.

Varcato il cancello fermò la sua corsa e si voltò verso il cimitero. Aveva avvertito la presenza di qualcosa alle sue spalle. La pioggia era cessata e sotto i raggi della luna che si facevano strada tra le nuvole vide delle figure scure immobili che sembravano osservarla. come a volerla richiamare indietro
Un latrato di Colin la riscosse e Florence riprese la sua fuga allontandandosi dal cimitero.

17 pensieri riguardo “Un noir (in breve)”

    1. Florence sentì venire meno il fiato e dopo aver corso al massimo delel sue forze decise di fermarsi e si appoggiò con la schiena al tronco di un grande albero. Le gambe non ce la fecero a sorreggerla e si sedette a terra.
      Colin, che le era stata accanto, le venne vicino e iniziò a leccarle la mano destra che aveva sollevato accarezzarlo
      Un rumore alle sue spalle la fece spaventare e trattenere il respiro.

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      1. L’uomo che la stava fissando era alto, bruno, con uno sguardo profondo ed una scura cerata che lo riparava dalla fitta pioggia. Era il capogruppo degli uomini visti al cimitero, su quella tomba. Colui che aveva estratto la lama e iniziato quello strano rituale.
        “Florence” la chiamò con voce baritonale “cosa ci fai fuori senza ombrello?”

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